VINICIO CAPOSSELA

Quello di Capossela è sicuramente il concerto clou di tutta la stagione. Ironico, sentimentale, straripante nel suo istrionismo, il magico cantautore campano (ma nato ad Hannover) ha iniziato la propria carriera a fine anni '80 nella scuderia di Renzo Fantini, scomparso da poco, a cui il concerto è dedicato. Martedi Capossela celebrerà le sue prime canzoni e il ventennale dall'uscita del primo album "All'una e trentacinque circa (1990) che si aggiudicò la targa Tenco fra le opere prime. Nell'officina di Fantini nacque anche il secondo album "Modì". Al Bravo lo seguirà una band composta dai musicisti della prima ora tra cui spicca il nome del chitarrista Jimmy Villotti.
I suoi modelli più evidenti sono i blues aspri e deliranti di Tom Waits e le "chanson" jazzy di Paolo Conte. Ma nel suo repertorio convivono anche il teatro di Brecht e il surrealismo, melodie mediterranee e sonorità fragorose di chiara matrice balcanica, pantomime circensi e atmosfere crepuscolari che spaziano dalle tradizioni rebetiche al miglior Luigi Tenco.

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